sabato 24 settembre 2016

I genitori sanno cosa succede su ask.fm?





Siamo nell'epoca dei social network... epoca che, per noi gente “datata”, è ancora una semi-novità, a differenza degli adolescenti di oggi che l'hanno conosciuta come l'unica realtà possibile. E infatti, in questa realtà, corrono molto più veloce di noi.
Ci stavamo abituando a facebook, ma loro erano già su instagram; finalmente usiamo in modo scorrevole wathsapp e loro già utilizzano snapchat, capiamo come funziona youtube e loro sono già diventati youtubers... ci facciamo una ragione di twitter e loro pubblicano su Insegreto e si iscrivono ad ask.
Stanno sempre un passo avanti a noi, dieci metri un po' più in là...
E così va a finire che su Ask.fm ci si trovano solo loro, gli adolescenti di oggi: un social che diventa regno incontrastato di teen agers e poco più, dove le “regole del gioco” le fissano loro.
Così mi sono creata un profilo “clandestino” e ho cercato di orientarmi in questo universo parallelo.
E vi racconto quello che ho scovato...
Come funziona, Ask?
Ognuno ha un proprio profilo dove non può pubblicare nulla, a meno che non gli venga fatta una domanda. Quindi io posso andare sul profilo di Pinco Pallino, cliccare su “fai una domanda” e scrivergli “che scuola fai?”. Pinco Pallino riceve la notifica che lo avverte di una nuova domanda, e può scegliere se rispondere. Scrive “Vado al liceo scientifico” e a quel punto domanda e risposta appaiono sul suo profilo. Se invece non gli interessa la domanda, può cancellarla e sul profilo non apparirà nulla.
Fino a qui, Ask.fm resta un banalissimo strumento per conoscere meglio le persone che lo utilizzano.
Ma siamo nel regno degli adolescenti e questo cambia le regole.
Innanzitutto, in Ask le domande sono impostate nella modalità anonimo. Se intendi rivelare la tua identità, devi spuntare la casella, altrimenti chi riceve la domanda non saprà mai chi è a porglierla... se un perfetto sconosciuto, un compagno di classe, il proprio fidanzato geloso o un cinquantenne che circuisce ragazzini. Chiunque può porre qualunque domanda, anche le più volgari e inopportune, perché schermate da un anonimato inviolabile.
Risposte a domande di questo tipo a volte se ne vedono, la maggior parte probabilmente vengono ignorate, ma sono in ogni caso ricevute.
In anonimo, puoi insultare, offendere, giudicare, stalkerare... Il ragazzino in oggetto, la maggior parte delle volte, non risponderà e non pubblicherà, così nessuno saprà mai di quali persecuzioni è vittima.
Ma andiamo oltre.
Su Ask.fm, come su qualunque altro social, vige la ricerca della cosiddetta “popolarità” che ormai, tra gli adolescenti, si misura sulla base del numero di followers e di like. Così, la vita su Ask si traduce una perenne compravendita: “Se mi metti 10 like, io te ne metto 50”, “Ti seguo, mi segui anche tu?”, “Tra 10 minuti c'è un evento sul mio profilo: 100 like a chi mi segue e me ne mette 50. Se non ti interessa cancella, non pubblicare.” E via così, decine di messaggi che dovrebbero essere “domande per conoscersi meglio” e diventano solo contrattazioni segrete per far mostra, alla fine, di vincere in popolarità.
Ma ci si fermasse a questo... Perché poi, fino a che punto è disposto a spingersi un ragazzo in cerca di notorietà?
Abbiamo giovani che utilizzano le domande ricevute solo per poter pubblicare sul proprio profilo selfie in pose sexy; e a quel punto chi più ne ha più ne metta: ragazzine seminude che pongono il primo piano sul sedere, sul seno, sui fianchi...labbra in fuori, posizioni provocanti. Tutto per prendere dei like e ricevere decine di “domande” in cui i maschietti affermano che sei fregna (bona), che assomigli a questa o a quella attrice famosa e che ti scoperebbero. E in cui le ragazzine chiedono come possono fare per dimagrire o per diventare belle come loro.
Sì, perché su Ask.fm si trovano poi le “dispensatrici di consigli”: ragazze con un bel fisico e seguite da tanti followers che vengono subissate di richieste di suggerimenti: “Mi faccio schifo, vorrei essere come te. Come posso fare?”
E queste adolescenti, magari di 13-14 anni, si prodigano a fornire consigli su come fare questa o quella dieta... suggerimenti a volte sensati, molto più spesso privi di una base logica.
Poi ritroviamo i maschietti in calore (tra in quali non mancano i feticisti del caso), che domandano in continuazione foto: “Pubblichi la foto del fisico?” “Foto in costume?” “Piedi nudi?” a cui le ragazzine in cerca di notorietà replicano con le immagini sollecitate.
Molto richieste sono anche le foto dei “succhiotti”, i quali, ormai usciti dalla sfera della vita privata, vengono esibiti come prova del proprio successo in ambito sentimentale. E da questo punto di vista, su Ask tutti si fanno i fatti tuoi: “Ti ho vista ieri in centro con x, ci stai insieme?” “Da quanto siete insieme?”, “Lo tradisci?”, “Ci scopi?”, “Gli fai pompini?”, “È vero che ti ha messo le corna?” “Quel succhiotto che ha sul collo glielo hai fatto tu?”, e via così.
Per non dimenticare poi il famoso meccanismo del voto, da cui gli adolescenti non riescono proprio a esentarsi.
Un anonimo a caso ti domanda “Voti?” e tu rispondi e pubblichi (ad esempio): “Va bene. Voto così: 1 = Ammazzati fai schifo; 2 = Mi fai ribrezzo ; 3 = Sei inguardabile; 4 = Non sei all'altezza; 5 = Non ci verrei con te; 6 = normale; 7 = carino; 8 = ti scoperei; 9 = sposami!; 10 = la perfezione.”
Tutte le ragazze che desiderano essere votate, mettono il like al post e il giudice in questione, attraverso domanda, ti manda il tuo voto. Ovviamente il voto viene dato in base al mero aspetto fisico che si può evincere dalla foto di profilo.
Ma questo trucchetto si può utilizzare anche in modi differenti, ad esempio chiedendo a una persona “Ti faccio dei nomi, mi dici cosa pensi?” e se lei accetta, tu le snoccioli il tuo elenco di individui che sai che lei conosce e sui quali esprimerà un giudizio (“Mi sta simpatico”, “lo odio”, “è una brava persona”, “è insopportabile”..). Ovviamente senza sapere a chi sta rispondendo (l'anonimo è di regola) e come reagiranno le persone citate se mai vedranno quella risposta pubblicata sul profilo...
Un'altra versione molto sfruttata è quella del “Ti faccio dei nomi. Mi dice se ci andresti e in che modo li baceresti?”, alla quale le ragazzine rispondono spesso senza farsi il minimo problema. Perché su Ask.fm se sei disinibita sessualmente hai più followers e non importa cosa tu faccia nella tua vita privata, ma se le persone credono che a quattordici anni tu sia navigata nelle arti amatorie, la tua popolarità ne sarà accresciuta.
Che cosa se ne facciano poi di questa notorietà da quattro soldi, non si riesce a comprendere. Ma per questi ragazzini, i famosi nativi digitali, la separazione tra la realtà e il mondo virtuale è pressoché impalpabile. Avere foto subissate di like, ricevere complimenti, richieste di consigli, messaggi quali: “Sei così bella da essere illegale, mi abbassi l'autostima”, diventa il surrogato d'amore con il quale riempiono vuoti e insicurezze. E più ne ricevono e meno bastano, fino a esserne dipendenti. E i commenti negativi e gli insulti feriscono; la solitudine invece di placarsi aumenta.
I genitori sanno cosa succede su Ask.fm?
Difficile. Perché difficile è il controllo, difficile è stare al passo dei ragazzi, difficile è comprendere il mondo in cui vivono oggi gli adolescenti.
Per questo diventa sempre più essenziale educare i giovani a conoscere le insidie del web, a entrarci preparati e corazzati e a saper usare i social come strumenti utili, tenendosi al di fuori dei meccanismi malati in cui spesso si rischia di cadere.
Sgridare e vietare, a questa età, serve a poco. Meglio stimolare i ragazzi a sviluppare un senso critico che permetta loro di rendersi conto , nel momento del bisogno, di quale sia realmente il loro bene.
Perché il bene non è svendersi per ricevere due like in più, ma coltivare sestessi in pienezza, per ciò che si è.
Una battaglia dura e difficoltosa, ma che va assolutamente affrontata.

Nessun commento:

Posta un commento