Siamo nell'epoca dei social network...
epoca che, per noi gente “datata”, è ancora una semi-novità, a
differenza degli adolescenti di oggi che l'hanno conosciuta come
l'unica realtà possibile. E infatti, in questa realtà, corrono
molto più veloce di noi.
Ci stavamo abituando a facebook, ma
loro erano già su instagram; finalmente usiamo in modo scorrevole
wathsapp e loro già utilizzano snapchat, capiamo come funziona
youtube e loro sono già diventati youtubers... ci facciamo una
ragione di twitter e loro pubblicano su Insegreto e si iscrivono ad
ask.
Stanno sempre un passo avanti a noi,
dieci metri un po' più in là...
E così va a finire che su Ask.fm ci si
trovano solo loro, gli adolescenti di oggi: un social che diventa
regno incontrastato di teen agers e poco più, dove le “regole del
gioco” le fissano loro.
Così mi sono creata un profilo
“clandestino” e ho cercato di orientarmi in questo universo
parallelo.
E vi racconto quello che ho scovato...
Come funziona, Ask?
Ognuno ha un proprio profilo dove non
può pubblicare nulla, a meno che non gli venga fatta una domanda.
Quindi io posso andare sul profilo di Pinco Pallino, cliccare su “fai
una domanda” e scrivergli “che scuola fai?”. Pinco Pallino
riceve la notifica che lo avverte di una nuova domanda, e può
scegliere se rispondere. Scrive “Vado al liceo scientifico” e a
quel punto domanda e risposta appaiono sul suo profilo. Se invece non
gli interessa la domanda, può cancellarla e sul profilo non apparirà
nulla.
Fino a qui, Ask.fm resta un banalissimo
strumento per conoscere meglio le persone che lo utilizzano.
Ma siamo nel regno degli adolescenti e
questo cambia le regole.
Innanzitutto, in Ask le domande sono
impostate nella modalità anonimo. Se intendi rivelare la tua
identità, devi spuntare la casella, altrimenti chi riceve la domanda
non saprà mai chi è a porglierla... se un perfetto sconosciuto, un
compagno di classe, il proprio fidanzato geloso o un cinquantenne che
circuisce ragazzini. Chiunque può porre qualunque domanda, anche le
più volgari e inopportune, perché schermate da un anonimato
inviolabile.
Risposte a domande di questo tipo a
volte se ne vedono, la maggior parte probabilmente vengono ignorate,
ma sono in ogni caso ricevute.
In anonimo, puoi insultare, offendere,
giudicare, stalkerare... Il ragazzino in oggetto, la maggior parte
delle volte, non risponderà e non pubblicherà, così nessuno saprà
mai di quali persecuzioni è vittima.
Ma andiamo oltre.
Su Ask.fm, come su qualunque altro
social, vige la ricerca della cosiddetta “popolarità” che ormai,
tra gli adolescenti, si misura sulla base del numero di followers e
di like. Così, la vita su Ask si traduce una perenne compravendita:
“Se mi metti 10 like, io te ne metto 50”, “Ti seguo, mi segui
anche tu?”, “Tra 10 minuti c'è un evento sul mio profilo: 100
like a chi mi segue e me ne mette 50. Se non ti interessa cancella,
non pubblicare.” E via così, decine di messaggi che dovrebbero
essere “domande per conoscersi meglio” e diventano solo
contrattazioni segrete per far mostra, alla fine, di vincere in
popolarità.
Ma ci si fermasse a questo... Perché
poi, fino a che punto è disposto a spingersi un ragazzo in cerca di
notorietà?
Abbiamo giovani che utilizzano le
domande ricevute solo per poter pubblicare sul proprio profilo selfie
in pose sexy; e a quel punto chi più ne ha più ne metta: ragazzine
seminude che pongono il primo piano sul sedere, sul seno, sui
fianchi...labbra in fuori, posizioni provocanti. Tutto per prendere
dei like e ricevere decine di “domande” in cui i maschietti
affermano che sei fregna (bona), che assomigli a questa o a quella
attrice famosa e che ti scoperebbero. E in cui le ragazzine chiedono
come possono fare per dimagrire o per diventare belle come loro.
Sì, perché su Ask.fm si trovano poi
le “dispensatrici di consigli”: ragazze con un bel fisico e
seguite da tanti followers che vengono subissate di richieste di
suggerimenti: “Mi faccio schifo, vorrei essere come te. Come posso
fare?”
E queste adolescenti, magari di 13-14
anni, si prodigano a fornire consigli su come fare questa o quella
dieta... suggerimenti a volte sensati, molto più spesso privi di una
base logica.
Poi ritroviamo i maschietti in calore
(tra in quali non mancano i feticisti del caso), che domandano in
continuazione foto: “Pubblichi la foto del fisico?” “Foto in
costume?” “Piedi nudi?” a cui le ragazzine in cerca di
notorietà replicano con le immagini sollecitate.
Molto richieste sono anche le foto dei
“succhiotti”, i quali, ormai usciti dalla sfera della vita
privata, vengono esibiti come prova del proprio successo in ambito
sentimentale. E da questo punto di vista, su Ask tutti si fanno i
fatti tuoi: “Ti ho vista ieri in centro con x, ci stai insieme?”
“Da quanto siete insieme?”, “Lo tradisci?”, “Ci scopi?”,
“Gli fai pompini?”, “È
vero che ti ha messo le corna?” “Quel succhiotto che ha sul collo
glielo hai fatto tu?”, e via così.
Per
non dimenticare poi il famoso meccanismo del voto, da cui gli
adolescenti non riescono proprio a esentarsi.
Un
anonimo a caso ti domanda “Voti?” e tu rispondi e pubblichi (ad
esempio): “Va bene. Voto così: 1 = Ammazzati fai schifo; 2 = Mi
fai ribrezzo ; 3 = Sei inguardabile; 4 = Non sei all'altezza; 5 =
Non ci verrei con te; 6 = normale; 7 = carino; 8 = ti scoperei; 9 =
sposami!; 10 = la perfezione.”
Tutte
le ragazze che desiderano essere votate, mettono il like al post e il
giudice in questione, attraverso domanda, ti manda il tuo voto.
Ovviamente il voto viene dato in base al mero aspetto fisico che si
può evincere dalla foto di profilo.
Ma
questo trucchetto si può utilizzare anche in modi differenti, ad
esempio chiedendo a una persona “Ti faccio dei nomi, mi dici cosa
pensi?” e se lei accetta, tu le snoccioli il tuo elenco di
individui che sai che lei conosce e sui quali esprimerà un giudizio
(“Mi sta simpatico”, “lo odio”, “è una brava persona”,
“è insopportabile”..). Ovviamente senza sapere a chi sta
rispondendo (l'anonimo è di regola) e come reagiranno le persone
citate se mai vedranno quella risposta pubblicata sul profilo...
Un'altra
versione molto sfruttata è quella del “Ti faccio dei nomi. Mi dice
se ci andresti e in che modo li baceresti?”, alla quale le
ragazzine rispondono spesso senza farsi il minimo problema. Perché su Ask.fm se sei disinibita sessualmente hai più followers e non
importa cosa tu faccia nella tua vita privata, ma se le persone
credono che a quattordici anni tu sia navigata nelle arti amatorie,
la tua popolarità ne sarà accresciuta.
Che
cosa se ne facciano poi di questa notorietà da quattro soldi, non si
riesce a comprendere. Ma per questi ragazzini, i famosi nativi
digitali, la separazione tra la realtà e il mondo virtuale è
pressoché impalpabile. Avere foto subissate di like, ricevere
complimenti, richieste di consigli, messaggi quali: “Sei così
bella da essere illegale, mi abbassi l'autostima”, diventa il
surrogato d'amore con il quale riempiono vuoti e insicurezze. E più
ne ricevono e meno bastano, fino a esserne dipendenti. E i commenti
negativi e gli insulti feriscono; la solitudine invece di placarsi
aumenta.
I
genitori sanno cosa succede su Ask.fm?
Difficile.
Perché difficile è il controllo, difficile è stare al passo dei
ragazzi, difficile è comprendere il mondo in cui vivono oggi gli
adolescenti.
Per
questo diventa sempre più essenziale educare i giovani a conoscere
le insidie del web, a entrarci preparati e corazzati e a saper usare
i social come strumenti utili, tenendosi al di fuori dei meccanismi
malati in cui spesso si rischia di cadere.
Sgridare
e vietare, a questa età, serve a poco. Meglio stimolare i ragazzi a
sviluppare un senso critico che permetta loro di rendersi conto , nel
momento del bisogno, di quale sia realmente il loro bene.
Perché
il bene non è svendersi per ricevere due like in più, ma coltivare
sestessi in pienezza, per ciò che si è.
Una
battaglia dura e difficoltosa, ma che va assolutamente affrontata.

